2014: the end!

Il 27 settembre con il campionato del Mondo su strada si è ufficialmente chiusa la mia stagione 2014.

La gara purtroppo non ha portato al risultato sperato da noi italiane, ma abbiamo fatto comunque una bella prestazione di squadra. Rimane quel retrogusto amarognolo del quarto posto di Giorgia, che poteva essere una medaglia… e del colore più bello. Si sa però che non sempre tutte le ciambelle escono con il buco, quindi voltiamo pagina e focalizziamoci sulla prossima occasione!

Come dicevo questa stagione è finalmente volta al termine. Dico “finalmente” perchè è stata lunga e ricca di appuntamenti importanti; l’inizio non è stato semplice per via di alcuni incidenti meccanici di troppo e un pochino dello stress non smaltito dal 2013. Da metà anno in poi sono riuscita a ritrovarmi quasi del tutto e ora posso dire che, dopo un po’ di riposo, sono pronta per la prossima stagione di gare.

Ci sarà un cambiamento rilevante dall’anno prossimo, infatti passerò alla Wiggle Honda (sì, la squadra “della” Bronzini!). Dopo tre anni all’Hitec ho sentito la necessità di andare in una squadra composta da ragazze con più esperienza di me. Cambiare dopo tre anni è strano perchè l’Hitec era diventata per me quasi come una famiglia alla quale sono estremamente grata infatti con questa squadra ho praticamente iniziato a correre davvero a livello internazionale. Il bed and breakfast che a momenti poteva essere la mia seconda casa mi mancherà, così come lo staff e le compagne, ma per migliorarsi ancora ci si deve spingere sempre un pochino più in là e credo che questa nuova avventura mi farà molto bene.

Intanto vi mostro qualche scatto del Mondiale su strada!

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Photos by Sportfoto.nl

 

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Azzurro Italia

Eccomi qui di nuovo a scrivere e questa volta da casa mia. Mi fa quasi strano non essere in qualche stanza dì’albergo ad aggiornare il blog!

Dopo un Giro d’Olanda senza vento – che ha lasciato perplesso tutto il gruppo – dove sono arrivata sesta in generale, ho corso la Chrono des Champenois in Francia (7°).

Questa serie di gare precede il Mondiale, che sarà a Ponferrada: cronometro il 23 e strada il 27 per noi Elite. Che dire? Questo appuntamento è sempre un po’ particolare; in realtà non cambia quasi nulla dalle altre gare perchè le ragazze sono sempre le stesse, la distanza della corsa simile a quella di sempre, ma è il modo in cui si percepiscono le cose che è diverso. C’è la maglia iridata, okay, ma non è quasi nemmeno quello a rendere così particolare questa gara. Per l’unica volta in tutto l’anno ti trovi i colori della tua nazionale addosso e ti senti in dovere di onorarli fino in fondo e di correre come gruppo per realizzare l’obiettivo prefissato. La maglia azzurra mette una marcia in più, riesce a tirare fuori il meglio di te stessa – o almeno a me fa questo effetto!-.

Non vedo l’ra di correre! Nel frattempo ho preparato le mie bici con gli adesivi delle mitiche Zampine, che tra l’altro saranno presenti al Mundial!

Zampine adesivo

Pressione atmosferica normale – Trophée d’Or e Gp de Plouay

Dopo il periodo in altura al Passo San Pellegrino, sono ritornata a livelli di pressione atmosferica normali.

10653761_696300543778300_5010786588265615195_nCome sempre ho avuto giusto il tempo di approdare a casa per qualche giorno, che subito sono ripartita per il Trophée d’Or dal 23 al 27 di agosto. Ho corso in una squadra mista con la Fassa Bortolo passando una bellissima settimana sotto ogni punto di vista. Per quanto riguarda la gara in sè, ho vinto una tappa, la classifica generale e quella dei gran premi della montagna. Il particolare più bello di questi giorni è stato correre in una squadra che non è quella con la quale sto tutta la stagione. Di colpo mi sono trovata con compagne e staff nuovi – e tutti italiani!- ma l’ambiente è stato subito accogliente e professionale nei miei confronti. Mi sono sentita veramente trattata alla pari di tutte le altre ragazze e parte della squadra. Vincere è stato per me anche un modo di ringraziare per gli sforzi fatti da tutta la Fassa Bortolo durante la gara.

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Il 31 invece ho corso il GP de Plouay, ultima prova di Coppa del Mondo, questa volta con l’Hitec Products. Sono arrivata settima e sono contenta di come sia andata.

Adesso sto scrivendo dall’Olanda, precisamente da Tiel, dove domani partirà il Boels Rental Ladies Tour (insomma il Giro d’Olanda) con una cronometro di dieci chilometri lungo un canale. Fino al 7 sarò in mezzo ai mulini a vento e poi finalmente qualche giorno a casa, ma non troppi!

Passo San Pellegrino

Dopo la gara di Parigi sui Campi Elisi è stato finalmente tempo di mettere in garage la bici per qualche giorno e fare altro. Ho passato una bellissima settimana di riposo spendendo un po’ di soldi in vestiti, uscendo con i miei amici, godendomi la mia famiglia e dormendo un numero indefinito di ore. Ho ricaricato le pile, insomma!

Da martedì sono al Passo San Pellegrino e ci resterò fino al 18. I primi giorni sono sempre un po’ un trauma perchè ti ritrovi a pedalare alla stessa velocità della tua nonna in graziella ma con i battiti alle stelle. E’ una tragedia! Fortunatamente dopo qualche giorno di adattamento tutto torna agli standard normali (O almeno si spera che sia così!).

Funivia CostabellaLe prossime gare saranno il Trophée d’Or dal 23 al 27 di agosto – che correrò in mista con la Fassa Bortolo – il 30 il Gp de Plouay – Coppa del Mondo – e dal 2 al 7 settembre il Giro d’Olanda. Quest’ultima corsa non è rientra proprio nella lista delle mie gare preferite, ma sicuramente sarà un’ottima preparazione per il Mondiale… sperando di essere convocata, ovviamente!

Elisa

Giro Rosa e Tour de Bretagne: 15 giorni di gare non- stop

Dopo alcuni problemi di accesso a WordPress, posso finalmente raccontare quello che ho fatto negli ultimi quindici giorni, che sono stati particolarmente impegnativi. Dal 4 al 13 ho corso il Giro Rosa – la maggior parte di voi conoscerà come Giro d’Italia- e dal 16 al 20 il Tour de Bretagne.

Giro Rosa

Photo Ossola

Photo Ossola

Come ho già accennato, il 4 luglio a Caserta con un prologo di 2 km è partito il Giro e per dieci giorni abbiamo risalito l’Italia per arrivare il 13 in cima al Ghisallo. Quest’anno la carovana ha pure attraversato la mia provincia e il mio paesello (Ornavasso). E’ stato veramente bello poter correre sulle strade di casa, anche se quel giorno non sono stata super. In classifica generale sono arrivata quinta, portandomi a casa anche la maglia blu di miglior italiana. Posso essere più che soddisfatta, per ora. C’è ancora molto da lavorare, perchè ho ancora quattro nomi davanti a me!

 

1. Marianne Vos (Rabo Liv)

2.Pauline Ferrand Prevot (Rabo Liv) a 15’’

3. Anna van der Breggen (Rabo Liv) a 1’32”

4. Mara Abbott (Unitedhealthcare) a 1’54’’

5. Elisa Longo Borghini (Hitec Products) a 2’06’’

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tour de Bretagne

Photo Camille Nicol

Photo Camille Nicol

Giusto il tempo di mettere piede in casa per dormire una notte e mezza – “e mezza” perchè alle sei di mattina hanno suonato il campanello per i controlli antidoping- che già il 15 ero a fare il check in per Rennes: il Tour de Bretagne mi aspettava.

La lista delle partenti forse non era come quella di una Coppa del Mondo, ma noi ragazze dell’Hitec abbiamo letteralmente dominato questa corsa. Alla fine dei quattro giorni i risultati sono stati: io prima nella classifica generale e quella della montagna; Audrey Cordon seconda in generale e maglia degli sprint; tre vittorie di tappa, due secondi posti, un quinto e un settimo posto.

1 Longo Borghini Elisa Hitec Products in 9h44’19”
2 Cordon Audrey Hitec Products 0:08
3 Schweizer Doris Astana BePink Womens Team 1:14
4 Biannic Aude Lointek 2:07
5 Pader Lucie Poitou-Charentes.Futuroscope.86 3:15
6 Heine Vita 3:18
7 Bravard Charlotte Poitou-Charentes.Futuroscope.86 3:19
8 Zorzi Susanna Astana BePink Womens Team 3:41
9 Stienen Jutta 3:48
10 Hanselmann Nicole Bigla Cycling Team 3:56

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Photo Wei Yuet Wong

Sono molto contenta di come siano andate questi due Giri ma ancor di più sono felice di come tutte noi abbiamo corso. Non posso che ringraziare le mie compagne per tutto l’aiuto datomi. Al Giro le ho viste soffrire dalla terza tappa in poi, ogni giorno di più, ma nonostante ciò sono rimaste sempre lì davanti per aiutarmi. Al Tour de Bretagne hanno dato l’anima per me ed Audrey. Noi forse non siamo una squadra di fenomeni; non lo sono io e non lo è nessuno tra di noi, ma sicuramente sappiamo correre con il cuore… E a volte questo fa la differenza!

Domani partirò per Parigi e correrò domenica “La Course”, la nuova corsa per noi ragazze sui Campi Elisi organizzata da ASO che arriverà un’ora e mezza prima della tappa del Tour de France.

http://www.letour.fr/le-tour/2014/us/pre-race/news/ahc/la-course-by-le-tour-de-france-innovating-women-s-cycling.html – Ecco il link… Seguiteci!

 

 

 

 

 

Un anno. Dodici mesi. Trecentosessantacinque giorni dopo.

E’ passato un anno.

Mi ritrovo a guardare la mia cicatrice sulla pancia. E’ lì tranquilla, quasi bianca. Mi sembra quasi impossibile che quella “cosa” lì fosse un taglio che faceva un male tremendo mentre cercavo inutilmente di rialzarmi per salire in bici e riprendere la mia gara.

Dodici mesi.

Me l’hanno detto subito quel giorno al pronto soccorso: “Elisa, sei proprio una persona fortunata. Non sappiamo come tu abbia fatto a non aprirti in due”. Ma a me che importa? Sono tutta arrabbiata perchè sono caduta, non posso muovermi e non so se posso tornare a correre entro la fine della stagione. A me proprio non frega un accidente di essere stata fortunata o meno, di aver rischiato di spezzarmi in due come un Oro Saiwa. A me girano le scatole a mille perchè sono al pronto soccorso e non sul podio del campionato italiano.

Trecentosessantacinque giorni.

Una fotografia su “La Gazzetta dello Sport” e un articolino in cui si dice che mi sono spatasciata contro un guardrail e che la mia stagione è finita. Ciao Giro, ciao Mondiali, ciao 2013. Ma sono proprio io quella ragazza tutta storta attaccata al paracarro? Ho ben capito perchè non riuscivo a sfilarmi da là sotto, sarà 20cm di altezza! Ma come ho fatto ad infilarmici? Manco un geometra. Ho proprio fatto un lavoro certosino, è vero che le cose o si fanno bene o non si fanno. Si deve avere stile. A parte questo, mi infastidisco. La mia stagione non è finita e ho appena iniziato una sfida con me stessa: il mondiale di Firenze deve essere corso. Devo guarire, mica stare in ospedale o nel letto, oh!

Adesso.Mi ritrovo a guardare la mia cicatrice sulla pancia. E’ lì tranquilla, quasi bianca. “Elisa, sei proprio una persona fortunata”. E stavolta mi rendo conto che è vero. Lo sono. Potevo aprirmi veramente in due ma Qualcuno ha deciso che mi sarei tagliata, ma fino ad un certo punto. Quel che basta per mettermi alla prova e per farmi affrontare una situazione difficile, che non è un esame all’Università o staccarsi in salita. Per farmi crescere. Per comprendere cos’è davvero soffrire, che non è il male alle gambe in una cronometro. Per accettare la sconfitta ed interpretarla come un momento di riflessione sui propri sbagli, come un nuovo inizio e non un punto morto al quale si è arrivati. Per farmi capire quanto sia davvero fortunata a vivere come vivo, a fare quello che faccio, ad avere quello che ho.

La mia cicatrice è lì tranquilla, quasi bianca. Ci ho litigato quasi un anno; in tanti mi hanno detto di toglierla facendo una plastica e ammetto di aver desiderato di farlo per parecchio tempo, ma alla fine ho iniziato ad andarci d’accordo perchè è parte di me: è quello che ero, quello che sono diventata e quello che sarò. E’ la MIA cicatrice e quando mi lamento di qualcosa lei è lì a ricordarmi che sono una ragazza fortunata.

Sono stata fin troppo profonda per i miei gusti, vorrei solo ricordarvi che il 29 correrò il Campionato Italiano a Varese e cercherò di non sdraiarmi. Inoltre so di aver messo il post prima del compleanno della mia cicatrice, ma oggi è il giorno di riposo e quindi mi sono messa ad aggiornare questo povero blog che inizia già ad essere trascurato!

Elisa

 

 

Finalmente!

Sapete quando non vedete l’ora di fare qualcosa? Quando non fate altro che sperare che il giorno passi per poter arrivare presto a fare quello che state aspettando? Ecco, sto provando quella sensazione. Il motivo è uno: ho ricevuto il programma di allenamento.

Anche se la maggior parte di voi avrà chiuso la pagina dopo aver letto la frase sopra – e come darvi torto? Una che è contenta di aver ricevuto il programma per i successivi quindici giorni non è mica tanto normale, anzi è una sadica!- io continuo a raccontarvi quanto sia felice di poter tornare ad allenarmi come piace a me!

Foto (189)

Foto Flaviano Ossola

 

Finalmente sto meglio; respiro come un essere umano e non più come un carlino con il raffreddore. Oggi sono riuscita a fare tre ore con due salite senza tossire eccessivamente e inizio a sentirmi come la “normale” Elisa si sentirebbe. E’ una bellissima sensazione tornare a casa dall’allenamento ed essere soddisfatta di me stessa.

Un post corto, lo so. Ma volevo scrivere qualcosa!

Elisa